"Il Laico" è redatto da un gruppo di ragazzi e ragazze che condividono due passioni: l'amore per la libertà e per la verità. Il programma del giornale è dunque semplice: legare la libertà alla verità. Senza questo legame la libertà diventa arbitrio, egoismo e dominio sull'altro. Quello che condividiamo è l'idea che si possa determinare la verità sulle vicende e sulle più svariate questioni con l'uso della logica, superando l’agnosticismo metafisico di Kant e tornando alla lezione di Socrate, Platone ed Aristotele.  Non riteniamo pertanto vero che tutte le opinioni abbiano lo stesso peso e che tutto sia relativo. Per comprenderci si può fare un esempio: il Burka.  Esso è giudicato negativamente da "Il Laico" non per un preconcetto (perché è usato da alcune correnti  minoritarie di islamici), ma perché viola la pari dignità tra uomo e donna e le norme di sicurezza pubblica.   Le tradizioni culturali sono importanti ma non vanno rispettate se sono contro la dichiarazione universale dei diritti umani.    "Il Laico" inoltre non accetta che questioni opinabili lasciate alla libertà dei singoli siano sottratte a tale autonomia da autorità civili, religiose o antireligiose. "Il Laico" non è antireligioso, rispetta tutte le religioni e i credenti. "Il Laico" non è laicista e ritiene il laicismo una sorte di clericalismo al contrario, con i suoi "sacerdoti" e "vescovi". Ma come si colloca politicamente Il “Laico”? Né a destra, né a centro, né a sinistra. Ognuno di noi ha la sua formazione e cultura, ma quando scrive segue la semplice regola di non giudicare le questioni per partito preso.“Il Laico” cerca di fare giornalismo non aderendo ad uno schieramento, ma perseguendo la verità con imparzialità, oggettività ed obiettività: stiamo ai fatti e ai dati. (Il Laico)